Coler amor – Furóre Beneventino


Cosí ricerco metrica di tra lo
sterco, ché di cloaca sozzagine è ‘l
mondo, che disfasi come fiume ’n mar.
 
I’ attingo la fetecchia poetica
da la pozza puzza: altro non disia cor
mio che questi mental sguazzo e basio umido.
 
Sí striscio ‘n ‘sta allegoria de l’allegria,
poi che in tal parlare lordo tutt’è un
trobar carezza e schïaffo di poesia.
 
***
 
NOTIZIA INTORNO AL COMPONIMENTO COLER AMOR E AL SUO AUTORE
 

La lirica che avete appena letto è stata ritrovata in un foglio strappato, si pensa, da un qualche codice.

Poiché il caso del testo in questione è pressoché unico (stile anacronistico per l’epoca, privo di rime, e scelta semantica davvero singolare) i filologi ancora non sanno se appartenga ai codici conosciuti o a un altro di natura ignota. Essi propendono per questa seconda opzione, proprio per “l’originalità”del testo. Sono stati in grado, invece, di dare una datazione approssimativa intorno al 1280 ca.: come potete ben leggere si tratta di volgare fiorentino.

Altra difficoltà riguardo l’origine del componimento riguarda il suo autore. Tale Furóre Beneventino, di cui non possediamo alcuna notizia biografica, potrebbe essere sia uno pseudonimo (magari di un altro scrittore vicino al filone della poesia comica toscana duecentesca), sia un individuo storico reale e non fittizio. L’unica ipotesi avallabile riguarda i suoi natali: dal cognome sembra provenisse dalla Campania o avesse legami con il luogo. Tuttavia non essendo a conoscenza della sua effettuale esistenza gli studiosi di romanza non sono in grado di stabilirlo.

In base, infatti, alla forte componente comica del testo, potrebbe trattarsi di un espediente ironico: il nome implicherebbe così l’accezione “portatore di buon vento” o “che porta buon vento”, e non la semplice provenienza geografica.

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