Domenico S. Scordo


Domenico S. Scordo
 
Disporsi:
in prossimità
di rapporti paraumani
(casi poco umani
malamente imbellettati)
con l’aperitivo delle 16
che si annacqua di parole,
“Ascoltami, ché io non riesco”
e interazioni di circostanza
si ricongiungono al palato,
ancora una volta mal applicate,
ma pur sempre valide.
Nondimeno,
alla prossima supplica,
raddoppia la tua guancia
e non badar alla mano
vuota,
al silenzio
di cui ti sei disposto
per sopportare il peso,
il vano disporsi della compassione,
quella parola inesplorata.
Quel gesto che,
alla fine, diciamocelo
(in silenzio,
ché la mamma del lamento
ha orecchi ovunque)
non torna,
e in mano ti ritrovi
una gomma
avaramente masticata.
Ma, alla fine, la metti in bocca
e la mastichi un po’,
dato che mi hanno insegnato
che chi si accontenta gode.
Ma poi, chissà perché,
YouPorn è sempre attivo
e le guerre non cessano mai,
e la gente te la ritrovi
sempre a supplicar perdono.
E in quei casi capisci
che devi comprartelo,
quel giubbotto antiproiettile,
ché altrimenti,
a fine giornata,
non ci arrivi.
E porgi la mano, di nuovo
la mano buona, come sempre
e ricominci con l’aperitivo,
stavolta alle 9,
e ne aggiungi uno
ogni 3 ore,
ché quando suonano alla porta
non sai mai che può succedere,
per 30 denari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *