“…e queste labbra” – Cateno Tempio

“…e queste labbra” – Cateno Tempio

 

[…]

…e queste labbra
a farvi da cuscino
modellate a sputarvi sentenze
come baci spumosi sulle guance
ammorbidito il cinismo
con le piume dei versi.

O a notte
che s’andava di soppiatto
a fiutare l’odore del vento
per assassinare le stelle
bagnandoci al pianto del cielo.

Due dita di whisky per me
a ricucirmi la bocca
col filo di tutti i discorsi perduti,
per non dire parole con fiato sospeso
che non siano velluto d’amore
per accarezzarvi le vene.

Per la mia ragazza
uno stelo
sottile
che porti la linfa vitale
della mia esistenza segreta
dei miei giorni migliori
coronato dai petali
un poco gualciti
di tutti i miei anni maldestri.

Andiamo ancora fuori

O a notte
andati a bere
le lacrime della luna
nell’amplesso dei campi
con l’intermittenza di luci lontane,
mentre ci cade l’umore
resinoso
per terra
dal bicchiere
di legno dei rami.

Dimmelo ancora
Giura al frinire del mondo
che mi ami

E io vi indicherò costellazioni
non ancora sapute
col fascio di luce
malcerto degli occhi
pianti a rompere dighe
per tutta la notte
per tutta la notte
una scala
per il paradiso
si ferma
o mia vita malferma
sulle mie zampe
concettuali
per tutta la notte
s’esala
un respiro
che passa col vento
l’odore di un nulla
ammantato di stelle
di ridere fino a piangere
a crepapelle
se ovunque il guardo giro
mi riconosco in me

andiamo ancora fuori

perché c’è un carnevale
di gente
di vita in tumulto
travestita da niente
o sangue mio o superinfusa
mia vita
per tutta la notte
amarsi alla rinfusa
non vedi non vedi
che si sono rotte
le acque del grembo del mondo
e noi siamo rinati
a questa terra
a questa voluttà
al sempiterno fluire del liquame
che ci giunge alle orecchie
modulato in parole
da corde
che singhiozzano in gola
superinfusa
superinfusa
o mia sola…

E bere ancora
l’amaro secreto
da api che succhiano
il midollo del mondo,
corretto col calice dolce
del mio liquore segreto.

Richiudere
compattare
la nostra viva stagione
nella corolla dei versi
che s’aprono
fiori notturni

per tutta la notte

per tutta la notte
farà tempo incerto

potere
strappare la notte
dal freddo del buio

scaldarci
in un’alba di perla
con le bianche lenzuola
dei nostri corpi salmastri

potere
risorgere ancora
all’incanto dei versi
noi verde cristallo
noi fiaccola tenue
che brilla
a sospendere il mondo
nell’abbaglio di un lampo.

Una goccia di resina
stilla
sulle umide labbra
del campo.

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