“A fiato corto” – Daniele Cusumano

“A fiato corto” – Daniele Cusumano

    A fiato corto contratto
         breve espira
       in nodi di nuvola 
    la carne senza tregua...

Muovo i passi e le ombre muovono me,
impari dal taglio la distanza
e la mantieni a rischio emorraggia
determini i tre passi a ritmo del duello
e la precauzione è trauma frutto
     della nostra notte
le risposte arriveranno, in sillabe,
          all'alba.

è tutto un messaggio camuffato
sopravvivenza emotiva allo stato puro
sono intersecazioni di matrice dubbia
l'onda del delirio corporeo che affonda
                                                                                          isolata,
   io ci provo
di solito m'impegno.

Eppure tu t'ergi et esponi, lì
con il seno avvolto nel rossotristezza
        
              lo sai

il desiderio compete la vita, io divago
sulle piccole curve del rogo; arriveranno
coi loro sputi, ma; io ho già venduto-regalato o
propagandato l'amore di cui ero
capace, ora resta, il bozzo dello scultore 
che soffre le grida:

     <<mouoviti o muori>>
     <<mouoviti o muori>>
     <<mouoviti o muori>>
      
eppur nulla si muove
se non l'azzurro 
                                                     albume 
                                                     oculare
sulla superficie delle acque
     e non son mica

          lo so

il pesce che muove lo specchio
  del nostro destino.

       Sui tavoli di un bar
             quando
l'autocombustione differisce dalle leggende
        è l'indecisione
tra la fuga e la neve,
tra la goccia e liberarsene
       a comporne la mole.


...eran le tre del mattino
lo scherzo era la domanda
per chieder
                                                             se amavi
la pelle e nulla più.

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