“Lasciarsi scrivere l’interferir” – Stefano Andretta


“Lasciarsi scrivere l’interferir” – Stefano Andretta

 

Lasciarsi scrivere l’interferir poi si è
no mai però nel mentre se tu vuoi
però per tutto siamo complici di un resto qui
no è questo no che intendi quando adesso
manoscritto dapprincipio del mio tutto t’è [voluto]
Il che è finito  mai forse incominciato
possa se è no scrivere qui come non dire
santissima poesia, [corbelleria] e smorfie e rapsodia di versi
quanto è vero manca un trasognar discreto
eroi dei nostri sogni
in provetta  di mestiere tutt’intorno
con penna e calamaio, [acrimoniosa] grancassa
in vera pelle garantita da sopraffini mastri
è lo sfiorir il fato muliebre che il veto domina e
Siccome ti rigira il suono d’un ritratto
di te che sei altera e trottola in intatta stupida pittura creola
del mare la risacca   Fondachello è nell’incuria
sassaiola di tende di campeggi improvvisati
poeti del niente dei sogni quando ti sognano
o ti ridestano in cicalecci meccanici in penombra  dai fogli
si bruciano panchine e pezzi di giornale  un tempo
che è finito, mai forse incominciato
lasciare [inargentar] sì come i salici semiotici
solo nel testo stati
di segni scossi che si [testimonia] così la presenza
scenica mesta onorata di piacere al vento a parole
di per tutto siamo artefici di un testo quando
baci impressi in una bocca imbavagliata
a tardar dall’urgere del fiato la faringe spira
dice il suono senza un senso senza
dell’amor ch’è voce innamorata
e noi lì per sempre come mai dalla vita
siamo andati.

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