I neon sopravvissuti – Stefano Greco

I neon sopravvissuti – Stefano Greco

I neon
sopravvissuti
alle luci diurne.
Il viso dell’asfalto
butterato
dalla grandine.
“Su entra nel bar
ragazza,
la tua voce d’amante tradita
è il suono educato
e nuovo
che stenta
ad applicarsi
nello spazio
sulle cose,
e spezza l’abitudine
del din don
metallico
del cucchiaino sull’orlo circolare
della tazzina
del caffè
dove mescolo
rimorsi fisici
e desiderio.”
In me
la dismisura
del tutto,
presi l’abitudine
a sentirmi immenso
dissetando
la disidratazione dell’ego
con la commozione
di quattro occhi stupiti
per me.
L’io:
personalissimo pronome
del niente
dicevi.
Ma lei,
tu che ne sai
di lei,
le sue cosce nervose
a stringermi
sono gli argini
del flusso
delle mie spinte muscolari
sull’umida pianura
del letto.
Chiudere
l’apertura
del tempo
a noi due.
Addio ragazza,
solitaria fierezza.

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