Una storia della filosofia in poesia – Francesco Deiana

Una storia della filosofia in poesia – Francesco Deiana

 

[Ne abbiamo scoperto il riso celato parola dopo parola, volto dopo volto, lungo tutta l’epoca del pensiero occidentale: parliamo di Storia della filosofia a sonetti (SuiGeneris, Torino 2014) di Francesco Deiana. Ringraziamo l’editrice Oriana Conte per la concessione]:

 

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Karl Marx

In questa società occidentale
si è ormai creato un grande divario
tra chi guadagna solo il suo salario
e chi invece detiene il Capitale.

Per lo spirito rivoluzionario
è un’enorme ingiustizia sociale
che però condurrà alla naturale
emancipazione del proletario.

Insomma, il mondo capitalista
sta andando verso il suo disfacimento
per l’arrivo di quello comunista!

Questo diceva Marx nell’ottocento,
cosa che, secondo me, non s’è vista,
ma forse non sono stato così attento.

 

Friedrich Nietzsche

Esiste in noi un che di viscerale
che rompe i ponti con la tradizione,
il cristianesimo e la morale
non sono altro che depravazione.

Esser al di là del bene e del male,
compiere una vera trasmutazione,
poi l’eterno ritorno dell’uguale
e la forza dell’interpretazione.

Il vecchio deve esser superato,
così come il celebre passo illustra:
Dio è morto! l’abbiamo ammazzato.

Amare il nostro destino ci frustra,
ma l’uomo in superuomo è mutato
e Nietzsche è diventato Zarathustra.

 

Alla facoltà di filosofia

C’è chi sa che cos’è l’ontologia,
c’è l’anarchico critico del clero,
c’è chi prega con un’Ave Maria,
c’è il realista, ingenuo ma sincero,
c’è il politico della borghesia,
c’è qualcuno che studia per davvero,
c’è il postmodernista (chiunque esso sia),
c’è un pensatore per ogni pensiero.

C’è il bello studentello sbarbatello,
c’è l’ermeneuta scalzo con l’iPhone,
c’è il nichilista (tanto di cappello),
c’è la boutique de la revolutiòn,
c’è il giovane che fuma uno spinello,
c’è il vecchio che: «ma va’ a laurà barbòn»,
e c’è quello, quell’altro e ancora quello,
c’è pure chi dimentico, pardòn.

C’è il logico che ignoro cosa faccia,
c’è il comunista pieno di rancori,
c’è il ciellino che glielo leggi in faccia,
e c’è chi lecca il culo ai professori.
Tutti filosofi, piaccia o non piaccia,
tutti, per forza, grandi pensatori,
e del Pensiero, più nessuna traccia:
è l’unico, mi sa, rimasto fuori.

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